Descrizione estesa
In merito alla recente ordinanza con cui la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Comune di Cavallino-Treporti relativo alla divisione patrimoniale con il Comune di Venezia, l’amministrazione comunale annuncia la propria ferma intenzione di portare la vicenda davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU).
Pur nel pieno rispetto delle istituzioni giudiziarie nazionali, l’amministrazione ritiene che il percorso processuale seguito finora non abbia garantito pienamente il diritto di difesa e un’adeguata valutazione delle istanze di equità storica e patrimoniale avanzate dalla comunità di Cavallino-Treporti. Per questo motivo, la giunta si impegna ad attivare ogni strumento possibile per tutelare gli interessi del Comune anche in sede sovranazionale e a breve convocherà la commissione consigliare dedicata.
«Non ci fermiamo qui. La decisione della Cassazione chiude un capitolo processuale nel nostro territorio ma non mette fine alla nostra battaglia – dichiara la sindaca Roberta Nesto –. Abbiamo sempre operato nella convinzione che la storia e il contributo di Cavallino-Treporti alla costruzione del patrimonio di Venezia meritassero un riconoscimento equo, che nei fatti è mancato. Il ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo non è soltanto un atto tecnico, ma un dovere morale nei confronti dei nostri cittadini. Riteniamo che non siano state pienamente garantite le condizioni per un equo processo e per una decisione capace di considerare la realtà sostanziale della vicenda, oltre agli aspetti procedurali».
La sindaca ha sempre ribadito che a Cavallino-Treporti debba essere riconosciuta la quota del 6,82% del patrimonio alla cui costituzione il territorio ha contribuito per anni prima della separazione amministrativa da Venezia. Una posizione che l’amministrazione continua a sostenere con determinazione, nella convinzione che si tratti di tutelare quanto legittimamente spetta alla comunità.
«Abbiamo sempre saputo che sarebbe stato un percorso lungo, complesso e non privo di ostacoli. Sappiamo anche che la scelta di proseguire potrà essere oggetto di critiche, anche sul piano politico, ma amministrare significa assumersi la responsabilità di difendere gli interessi della propria comunità, soprattutto quando sono in gioco il suo patrimonio e i suoi diritti – prosegue la sindaca –. La nostra comunità ha contribuito in modo determinante alla costruzione del patrimonio oggi appartenente a Venezia: non possiamo accettare che questo valore venga ignorato. Continueremo quindi ad agire in ogni sede competente, con rispetto delle istituzioni, serietà e determinazione, affinché a Cavallino-Treporti venga riconosciuto quanto riteniamo gli spetti. Mi auguro che tutti i cittadini comprendano fino in fondo il valore di questa battaglia e la sostengano: non riguarda soltanto una quota patrimoniale, ma il rispetto, il bene e la dignità del nostro Comune».
L’amministrazione Nesto ribadisce che la tutela del patrimonio pubblico e dei diritti dei cittadini rappresenta una priorità. La volontà di rivolgersi alla CEDU conferma la scelta dell’ente di non rinunciare alle proprie ragioni e di percorrere ogni strada consentita, a livello nazionale ed europeo, per ottenere il riconoscimento di quanto ritiene spettare alla comunità di Cavallino-Treporti.
In merito alla recente ordinanza con cui la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Comune di Cavallino-Treporti relativo alla divisione patrimoniale con il Comune di Venezia, l’amministrazione comunale annuncia la propria ferma intenzione di portare la vicenda davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU).
Pur nel pieno rispetto delle istituzioni giudiziarie nazionali, l’amministrazione ritiene che il percorso processuale seguito finora non abbia garantito pienamente il diritto di difesa e un’adeguata valutazione delle istanze di equità storica e patrimoniale avanzate dalla comunità di Cavallino-Treporti. Per questo motivo, la giunta si impegna ad attivare ogni strumento possibile per tutelare gli interessi del Comune anche in sede sovranazionale e a breve convocherà la commissione consigliare dedicata.
«Non ci fermiamo qui. La decisione della Cassazione chiude un capitolo processuale nel nostro territorio ma non mette fine alla nostra battaglia – dichiara la sindaca Roberta Nesto –. Abbiamo sempre operato nella convinzione che la storia e il contributo di Cavallino-Treporti alla costruzione del patrimonio di Venezia meritassero un riconoscimento equo, che nei fatti è mancato. Il ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo non è soltanto un atto tecnico, ma un dovere morale nei confronti dei nostri cittadini. Riteniamo che non siano state pienamente garantite le condizioni per un equo processo e per una decisione capace di considerare la realtà sostanziale della vicenda, oltre agli aspetti procedurali».
La sindaca ha sempre ribadito che a Cavallino-Treporti debba essere riconosciuta la quota del 6,82% del patrimonio alla cui costituzione il territorio ha contribuito per anni prima della separazione amministrativa da Venezia. Una posizione che l’amministrazione continua a sostenere con determinazione, nella convinzione che si tratti di tutelare quanto legittimamente spetta alla comunità.
«Abbiamo sempre saputo che sarebbe stato un percorso lungo, complesso e non privo di ostacoli. Sappiamo anche che la scelta di proseguire potrà essere oggetto di critiche, anche sul piano politico, ma amministrare significa assumersi la responsabilità di difendere gli interessi della propria comunità, soprattutto quando sono in gioco il suo patrimonio e i suoi diritti – prosegue la sindaca –. La nostra comunità ha contribuito in modo determinante alla costruzione del patrimonio oggi appartenente a Venezia: non possiamo accettare che questo valore venga ignorato. Continueremo quindi ad agire in ogni sede competente, con rispetto delle istituzioni, serietà e determinazione, affinché a Cavallino-Treporti venga riconosciuto quanto riteniamo gli spetti. Mi auguro che tutti i cittadini comprendano fino in fondo il valore di questa battaglia e la sostengano: non riguarda soltanto una quota patrimoniale, ma il rispetto, il bene e la dignità del nostro Comune».
L’amministrazione Nesto ribadisce che la tutela del patrimonio pubblico e dei diritti dei cittadini rappresenta una priorità. La volontà di rivolgersi alla CEDU conferma la scelta dell’ente di non rinunciare alle proprie ragioni e di percorrere ogni strada consentita, a livello nazionale ed europeo, per ottenere il riconoscimento di quanto ritiene spettare alla comunità di Cavallino-Treporti.