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Divisione patrimoniale con Venezia, Cavallino-Treporti non si ferma: nuovo incarico legale per difendere gli interessi della

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In Commissione consiliare Nesto conferma la rivendicazione del 6,82%: «Chiediamo una valutazione dell’intero patrimonio, compresi i conferimenti. Difendere gli interessi della comunità è una nostra responsabilità».

Data di Pubblicazione

13 ottobre 2026

Tipologia

Comunicato stampa

Descrizione estesa

«Deve essere un giudice con una sentenza definitiva a stabilire che questo diritto non spetta ai cittadini, non la politica a rinunciare a far valere i diritti e le ragioni di Cavallino-Treporti per paura di perdere una causa contro Venezia».

È questa la linea ribadita dalla sindaca Roberta Nesto durante la seduta della Commissione consiliare competente, convocata per fare il punto sul contenzioso e sui prossimi passaggi.

L’amministrazione conferma la rivendicazione della quota del 6,82% e intende affidare un nuovo incarico all’avvocato Giacomo Quarneti per definire la strategia legale e avviare una nuova causa civile finalizzata al riconoscimento delle somme relative ai conferimenti veneziani, sulle quali non vi è stata una pronuncia nel merito da parte dei giudici nei precedenti gradi di giudizio.

Al centro della vicenda resta il perimetro del patrimonio da considerare, il cui valore supererebbe ad oggi oltre i 20 milioni di euro. Secondo l’amministrazione, il percorso giudiziario finora svolto non ha dato risposta a tutte le domande avanzate, concentrandosi su questioni processuali senza affrontare nel merito l’insieme delle richieste. La valutazione ha riguardato il patrimonio netto, senza includere i conferimenti, che il Comune ritiene debbano essere considerati ai fini della divisione.

«La nostra posizione rimane chiara: rivendichiamo il 6,82% e chiediamo che questa quota venga valutata rispetto all’intero patrimonio, considerando anche i conferimenti – dichiara la sindaca Roberta Nesto –. Cavallino-Treporti ha contribuito per anni alla costruzione del patrimonio di Venezia prima dell’autonomia amministrativa. Continuare a chiedere che tutte le nostre istanze siano esaminate nel merito è un dovere verso la comunità, che esercitiamo nel pieno rispetto delle decisioni giudiziarie e attraverso gli strumenti previsti dall’ordinamento».

La scelta di proseguire in Italia si inserisce nel percorso di tutela già annunciato dall’amministrazione. La strategia legale prospettata prevede di ricorrere nuovamente al tribunale civile competente e, solo in caso negativo valuteremo il ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo per far valere quella che il Comune ritiene una lesione dei diritti della comunità di Cavallino-Treporti.

«Abbiamo sempre saputo che sarebbe stata una strada lunga e complessa – prosegue Nesto –. La strategia illustrata dall’avvocato Quarneti individua un ulteriore percorso: intendiamo seguirlo con serietà e responsabilità. La volontà di ricominciare con la causa e andare avanti resta ferma, perché tutelare il patrimonio pubblico significa difendere gli interessi e i diritti della nostra comunità. Questo è un nostro dovere».

Una posizione che l’amministrazione conferma anche nel confronto politico sulle scelte compiute negli anni e sulle precedenti proposte di accordo. Il criterio ribadito è valutare ogni proposta nella sua interezza: quanto riconosce al Comune, a quali condizioni e quali rinunce comporta.

«Il confronto politico è legittimo, ma chi amministra ha il dovere di considerare tutti questi elementi – aggiunge il capogruppo del Patto Civico Filippo Toso –. Le somme ricevute in passato non cancellano le ragioni che oggi continuiamo a sostenere. La nostra responsabilità è difendere gli interessi di Cavallino-Treporti, valutando ogni scelta sulla base degli atti e delle indicazioni legali. Finché esistono strade percorribili per far valere queste richieste, riteniamo doveroso esaminarle e seguirle: è un impegno verso la comunità e il suo futuro».

«Riteniamo che nella vicenda della separazione dal Comune di Venezia non sia stato esaminato un punto fondamentale: i conferimenti dello Stato. Sono state considerate le risorse trasformate in opere pubbliche, ma non le somme liquide presenti nel bilancio del Comune di Venezia al momento della divisione. La nostra richiesta complessiva superava i 50 milioni di euro. Per oltre 20 milioni, riteniamo vi sia stata un’omessa pronuncia sul merito, rimasta irrisolta nei passaggi davanti al Tribunale, alla Corte d’appello e alla Cassazione – conclude Nesto -. È questo che ci porta a ribadire con fermezza le nostre ragioni, a tutela delle risorse che riteniamo spettino alla nostra comunità».

 

 

A cura di

Comunicazione
Piazza Papa Giovanni Paolo II, n.1 30013 Cavallino-Treporti (Ve)
Municipio
Ultima modifica: venerdì, 16 ottobre 2026

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