Descrizione estesa
Cavallino-Treporti presente al IX Destination Summit del G20Spiagge, a Lignano Sabbiadoro, con una delegazione di amministratori, presidenti delle categorie e operatori del territorio. Il confronto nazionale tocca da vicino la prima spiaggia del Veneto: la gestione dell’affluenza, l’adattamento del fronte mare ai cambiamenti climatici e la qualità complessiva delle destinazioni balneari.
Nel panel «Disegnare il fronte mare. Architettura e progettazione urbanistica della destinazione balneare», l’assessore al turismo e all’urbanistica Alberto Ballarin ha presentato l’esperienza di Cavallino-Treporti accanto a quella di Lignano Sabbiadoro. Il punto di partenza è la natura diffusa del territorio: progettare il fronte mare significa occuparsi anche dei collegamenti con la laguna, i borghi e i centri abitati.
«La nostra identità vive anche nei “vuoti”, e nel mantenerli tali: gli spazi verdi e naturali, gli spazi aperti, la spiaggia, le dune, le pinete, la laguna. Se osserviamo il litorale dall’alto vediamo subito quanto il verde e gli spazi naturali definiscono l’identità del territorio. Proprio per questo anche mantenere uno skyline basso, senza costruire in altezza, è una prerogativa di sviluppo che vogliamo mantene. Rigenerare quindi significa tutelare ciò che è sempre stato caratteristico di Cavallino-Treporti, ma allo stesso tempo sviluppare il territorio. Recuperare gli immobili esistenti, realizzare opere, migliorare accessi e spazi pubblici per residenti e ospiti è tra le priorità che stiamo perseguendo - ha spiegato Ballarin -. In questi tre mandati abbiamo iniziato a colmare un divario infrastrutturale che il territorio ha ereditato dalla sua appartenenza al Comune di Venezia. Oltre agli investimenti pubblici abbiamo affiancato il rapporto con gli imprenditori e la comunità, mantenendo come strumenti di riferimento il PAT e il Piano degli Interventi, che devono continuare a guidare lo sviluppo di Cavallino-Treporti».
Per Ballarin, la rigenerazione deve rispettare la scala e la vocazione naturale della destinazione dove il consumo di suolo resta sotto il 20%. «La nostra identità Blue & Green ci chiede di continuare a investire anche nella mobilità lenta e in luoghi che offrano opportunità anche fuori stagione, dove lo spazio pubblico di qualità deve servire in primis a chi vive qui tutto l’anno».
La dimensione della sfida emerge dai numeri. A fronte di quasi 13.200 residenti, Cavallino-Treporti gestisce una popolazione giornaliera di circa 130 mila presenze.
«È la misura concreta delle responsabilità che condividiamo con le altre grandi destinazioni balneari - dichiara la sindaca Roberta Nesto, coordinatrice nazionale del G20Spiagge -. Gli accessi, la mobilità, la tutela dell’ambiente e la qualità della vita dei residenti richiedono risposte costruite insieme. Il Summit permette di confrontare esperienze e individuare soluzioni. Cavallino-Treporti partecipa con amministratori, categorie e operatori perché questa sfida riguarda l’intera comunità e dobbiamo fare rete per raggiungere obiettivi comuni».
Il programma della nona edizione affronta le principali questioni delle destinazioni costiere nei panel “Oltre l’estate. Nuovi prodotti per nuove stagioni”, “La notte delle destinazioni costiere”, “Limitare per proteggere. La gestione degli accessi nei luoghi sovraffollati” e “Governare l’esperienza. Prodotto, attrattori e nuovi modelli di accoglienza”. Si parla inoltre di qualità dell’offerta con “Da resort di lusso a destinazione di lusso”, di turismo congressuale con “Convention Bureau e MICE come leva nelle destinazioni di mare” e del rapporto tra cultura e territorio con “Biblioteche del mare. Cultura, comunità e identità delle destinazioni costiere”.
Un Summit di tre giorni che vede al centro anche il confronto tra i sindaci prosegue sul riconoscimento dello status delle Comunità Marine, in preparazione al convegno nazionale di domani “Il mare è una città. Comunità Marine: governare il futuro delle coste italiane”.
«Cavallino-Treporti mostra con chiarezza perché serve questo riconoscimento: in estate la popolazione che dobbiamo servire supera di oltre cinque volte quella residente - conclude Nesto -. Commercio, demanio, ambiente, fiscalità e casa sono aspetti della stessa sfida. Le città di mare cambiano dimensione nel corso dell’anno e hanno bisogno di strumenti e politiche capaci di rispondere a questa realtà. È su questo che vogliamo far sentire la voce delle Comunità Marine ed è per questo che è sempre più impellente il riconoscimento della legge da parte del Governo».